Dipendenza Affettiva
Uno stato mentale pervasivo
Dipendenza Affettiva
La Dipendenza Affettiva è uno stato mentale pervasivo e la persona che ne soffre vive nella convinzione assoluta che senza l’Altro, inteso come oggetto d’amore, non sia possibile sopravvivere.
Quella relazione affettiva è unica, indispensabile e necessaria; nulla ha significato nella vita della persona con Dipendenza Affettiva se non può essere condiviso e vissuto insieme a colei o colui che si ama in maniera totalmente funzionale.
La conseguenza più frequente che si sperimenta è il timore della possibile perdita che “costringe” il Dipendente Affettivo a vivere in un costante stato di allarme e controllo dell’Altro. Questo atteggiamento è finalizzato a scongiurare la separazione, che verrebbe vissuta come un abbandono con profonda angoscia, disgregazione e sentimento di impotenza.
Il risultato è una vita all’ombra dell’Altro, dove ogni desiderio o interesse personale è negato o annientato perché niente è più importante.
Il Dipendente Affettivo, proprio per la percezione di sé stesso come una persona vulnerabile, incerta, insicura e convinta della propria scarsa amabilità, troverà ovvio e ineluttabile scegliere una persona poco attenta ai suoi bisogni, poco amorevole, difficilmente rispettosa e disponibile. Tale scelta confermerà senza ulteriori dubbi la convinzione di non essere meritevole di amore innescando un circolo vizioso.
Tale condizione, simile al gioco “della vittima e del carnefice” è proprio la relazione che il Dipendente Affettivo cerca, pensando che quella persona, apparentemente forte e sicura, lo possa proteggere da tutte le difficoltà della vita. Di contro quella persona, spesso caratterizzata da tratti narcisistici (quali per esempio senso di superiorità, esigenza di ammirazione, mancanza di empatia), cerca una “vittima” per soddisfare il bisogno di potere e controllo, uniche modalità con cui riesce a stare in relazione con l’Altro.
Il Dipendente Affettivo parla spesso della sua condizione in maniera ambivalente, da un lato descrive l’Altro come una persona spregevole e maltrattante, facendo emergere sentimenti di rabbia per ciò che si subisce da anni, dall’altro come una persona eccezionale, innamorata e da proteggere lasciando trasparire la certezza che solo attraverso la sua riconquista la propria depressione si risolverà.
È importante quindi intraprendere un percorso di psicoterapia, che si sviluppa in diverse fasi e mira primariamente al riconoscimento e all’accettazione di quell’antica ferita, che si è venuta a creare nella prima infanzia attraverso legami poco funzionali reiterati nel tempo con i propri genitori, che il Dipendente Affettivo tenta di colmare proponendo comportamenti in campo affettivo che hanno l’inutile pretesa di ottenere un riconoscimento da parte dell’Altro.
Si tratta di un passaggio impegnativo e faticoso soprattutto perché il Dipendente Affettivo non è abituato ad organizzare la propria vita in maniera libera dato che le sue scelte sono sempre condizionate da comportamenti atti a garantire la “sopravvivenza” attraverso la continuità della relazione con l’Altro. Ma si tratta anche di un passaggio indispensabile per una crescita consapevole della propria completezza fatta di fragilità e risorse, di sicurezze e insicurezze e, proprio perché umani, accettabili e affrontabili.
Tra le ragioni che spingono un Dipendente Affettivo a chiedere un intervento psicologico, è spesso presente uno stato depressivo e/o di ansia conseguente ad una separazione o al timore che questa possa verificarsi, timore che viene vissuto come un vero e proprio “abbandono”.
Per poter esprimere una diagnosi di disturbo dipendenza affettiva devono essere presenti almeno 5 dei seguenti elementi:
• difficoltà a prendere decisioni autonome senza una continua ricerca di consigli e rassicurazioni;
• demandare agli altri l'assunzione delle responsabilità nelle scelte;
• difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto e approvazione;
• difficoltà a iniziare progetti o a fare cose autonomamente per mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità;
• essere disposti a qualsiasi cosa, anche a compiti spiacevoli, pur di ottenere accudimento e supporto;
• la solitudine provoca forti sensazioni di disagio e sentimenti di indifesa;
• la conclusione di una relazione significativa spinge all'urgente ricerca di una nuova relazione che possa essere fonte di accudimento e di supporto;
• preoccupazione irrealistica di essere lasciato solo a provvedere a sé stesso.
